I tempi dei bambini
- Serena Ferrante

- 26 giu 2020
- Tempo di lettura: 2 min
Spesso i genitori confrontano le conquiste dei propri bambini con quelle degli altri.
Credo sia normale, i genitori hanno tantissime paure e fortunatamente molte di queste sono del tutto infondate. Infatti ogni bambino segue un proprio ritmo personale e nella maggior parte dei casi non c'è niente che non vada in loro, anzi. L'unicità di ogni bambino si dimostra anche in queste cose, c'è chi cammina prima e chi dopo, c'è chi mangia prima e chi dopo, c'è chi parla prima e chi dopo.
Nel corso del primo anno di vita il neonato è soggetto a mille cambiamenti, talvolta anche molto veloci e inaspettati.
Ricordo i primi passi di Amelia, stavo facendo un video con il telefono a Camilla quando improvvisamente Amelia è comparsa davanti allo schermo camminando da sola. Non me lo sarei mai aspettata perché fino a un minuto prima era saldamente ancorata alla mano di mia mamma. Da un minuto all'altro tutto cambia.
Amelia e Camilla sono gemelle, nate a distanza di un minuto l'una dall'altra ma assolutamente diverse in tutto.
Amelia non aveva neanche otto mesi che già si tirava su in piedi, Camilla ha iniziato alla fine dei nove mesi.
Camilla ha iniziato a mangiare a cinque mesi e mezzo, Amelia fino ai sette mesi aveva i conati di vomito ogni volta che vedeva del cibo diverso dal latte.
Federico diverso dalle sorelle, lui ha iniziato a mangiare a sei mesi come se l'avesse sempre fatto, lui afferrava la fetta di pane e se la mangiava senza problemi.
Quando è arrivato il momento di stare seduto da solo è arrivato anche il momento di gattonare, praticamente a pochi giorni di distanza.
Ricordo un episodio, Camilla sbatteva continuamente il mestolo giocattolo sul seggiolone, credo avrà ripetuto lo stesso movimento per giorni. Saliva sul seggiolone con questo mestolo e io iniziavo a preoccuparmi per questo gesto ripetitivo. Mi veniva sempre voglia di interromperla. Poi ho iniziato a osservare, e facendo attenzione mi sono accorta che a lei non piaceva particolarmente il gesto in sé ma era attratta dal rumore che faceva un sonaglio attaccato al seggiolone solo dopo che aveva colpito il vassoio per tre quattro volte. Questo sonaglio iniziava a oscillare e sbatteva conto il vassoio facendo un rumore particolare. Lei cercava quel rumore e aveva capito che lo poteva ottenere solo in quel modo. Questo mi ha fatto capire che dobbiamo prenderci del tempo per osservare senza intervenire per forza.

Ogni traguardo che viene raggiunto da un bambino è il risultato di un allenamento mentale e fisico pazzesco. Questo non solo nei primi anni di vita del bambino, se ci pensiamo bene ognuno di noi ha tempi diversi per arrivare a raggiungere lo stesso obiettivo.
C'è una sorta di istinto che secondo me dovrebbe essere ascoltato, che ci dice se c'è da preoccuparsi o no.
I tempi dei bambini sono unici, come quelli della crescita, delle conquiste, dei giochi, i tempi dell'apprendimento e da adulti quali siamo, dobbiamo essere in grado di rispettarli e capire quando basta osservare e quando intervenire.






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